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La storia che urla
Sono stata ad Auschwitz i primi di novembre, la giornata era bella, c'era il sole. Ma la luce del sole sembrava stonare in quel posto, un posto buio, freddo, dall'aria pesante, dove tutto ti parlava di morte, di disperazione, di umiliazioni e sofferenze. E' come se in un attimo ti rendessi conto che è stato tutto vero, che quei numeri erano persone, ognuno con la propria storia, con la propria vita, uniti da un destino assurdo, inimmaginabile. E' difficile riportare delle sensazioni, difficile descrivere quello che si prova a vedere così tante scarpe, così tante borse, così tante pentole, occhiali, protesi ... difficile descrivere il vuoto che ti lascia la vista della tutina di un neonato, o delle piccole scarpe ammassate, difficile spiegare il senso di angoscia quando sono scesa nelle celle, difficile dimenticare la vista dallo spioncino nella porta, la finestrella era stata murata per lasciare che i prigionieri ammassati morissero soffocati. Impossibile dimenti...
10 settembre Da Padron a Santiago
Ci siamo alziate dal letto verso le 7.30, abbiamo tutti dormito bene, finalmente un letto serio! La giornata purtroppo non è bella, fuori piove. Prima di lasciare la camera entra Irina che aveva delle magliette in mano, una la da a me, "Camino di Santiago 2011" l'ho ringraziata di cuore e l'ho indossata subito. Che dolce, mi ha fatto troppo piacere. I km che ci separano da Santiago sono circa 25, ma mia mamma non se la sente di farli e vuole prendere il pulmann, almeno fino a metà strada. Ci informiamo (non è detto che le fermate del treno e del pulmann coincidano con quelle del cammino). Il portiere dell'albergo ci suggerisce la fermata di Picarana dove si poteva poi riprendere facilmente il cammino. Salutiamo tutti e ci dirigiamo alla stazione dei treni di Padron. Inizialmente io avrei dovuto solo accompagnare mia madre al treno e poi raggiungere gli altri, ma la situazione era un po' ingarbugliata, inoltre pioveva e il primo treno verso Santiago passa...

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